Wappen von Hamburg (1669)

Quando nel 1669 la Wappen Von Hamburg veniva varata nel cantiere di Theerhof, si concludeva, seppure senza un vero e proprio scioglimento, la prospera esperienza della Lega Anseatica, alla quale aderiva anche la “Libera Città Imperiale di Amburgo”.

Nonostante ciò Amburgo rimaneva uno dei principali centri commerciali urbani del nord Europa grazie ai redditizi traffici con l’Inghilterra, l’Olanda, la penisola iberica, senza contare le rotte delle baleniere in pieno Oceano Artico.

Le navi mercantili però erano costantemente minacciate dalle azioni di  pirateria, in particolar modo dai corsari mussulmani che verso la metà del  XVII sec.  avevano ampliato il proprio raggio d’azione al di fuori del Mediterraneo.

Il danno economico, l’irrimediabile perdita di naviglio e merci, la tragica sorte dei marinai sequestrati, spesso ridotti in schiavitù o per i quali si doveva riscattare la vita, erano condizioni oltremodo intollerabili che le autorità erano decise a contrastare definitivamente. Allo scopo di difendere uomini e mercantili, nel  1623, venne istituito l’Ammiragliato di Amburgo.  A questo vennero assegnate le cosiddette “convoyer”, navi convoglio che, seppur non avendo una potenza di fuoco in grado di competere con le contemporanee navi da guerra delle altre potenze marittime, erano di gran lunga più adatte a difendere il carico rispetto ai pesanti e lenti mercantili armati.

La definizione “nave da guerra” era stata esplicitamente evitata per sancire la natura difensiva piuttosto che bellica del mezzo, coerentemente con la politica neutrale della città che riteneva i conflitti nocivi ai propri interessi commerciali.

Le “navi convoglio” erano quindi navi da guerra con missione di scorta permanente, le quali assicurarono la protezione dal 1669 al 1747 alle rotte commerciali da e per Amburgo.

Le prime due navi finanziate e varate furono la Wappen Von Hamburg e la gemella Leopoldus Primus.

Il progetto garantì un buon compromesso tra stabilità e velocità di navigazione.

La costruzione venne affidata all’abilità di un maestro della cantieristica olandese.

Lunga 40m e larga 11m, la Wappen presentava due ponti, tre alberi (mezzana, di maestra e di trinchetto), oltre al bompresso, con vele quadre e latine. Sullo specchio di poppa e fra gli artigli del leone che fungeva da polena, era rappresentato lo stemma della città di Amburgo. In tutta la nave erano presenti sculture allegoriche scolpite con grande maestria, secondo un gusto decisamente barocco. Sulla traversa di poppa si trovavano tre lanterne di grandi dimensioni. La Wappen era però una nave armata e perciò era stata dotata di 54 cannoni di vario calibro di importazione olandese o svedese.

L’equipaggio era variabile da 150 a 250 effettivi, ufficiali compresi.

Nel corso della sua vita operativa, dal 1669 al 1683, intraprese 11 viaggi di scorta nei quali più volte dovette battersi.

Durante un viaggio di ritorno da Cadice, la notte del 10 ottobre 1683 divampò un incendio a bordo le cui cause rimangono tutt’ora sconosciute. L’incendio crebbe rapidamente alimentato da un vento sfavorevole. Nonostante tutti gli sforzi dell’ammiraglio Berent Jakobsen Karpfanger e del suo equipaggio il fuoco raggiunse la santabarbara e l’esplosione spezzò la nave facendola affondare. Nel disastro morirono 65 uomini fra i quali l’eroico ammiraglio, rifiutatosi di abbandonare la nave.

Successivamente ben quattro navi convoglio portarono questo nome.